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Michael, fratello di Jerry, cane da circo

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Michael, fratello di Jerry, cane da circo è il terzo romanzo cinofilo di Jack London (datato 1917).
Un romanzo poco conosciuto, che vale la pena riscoprire. La narrazione è densa, avventurosa, vivida, e ci porta inizialmente nei mari del Sud, dove un giovane terrier irlandese, Michael, va ignaro incontro al rapimento da parte di Dag Daughtry, formidabile bevitore di birra, che spera di poterlo vendere per pagarsi il vizio. Dag ha dei modi accattivanti e conquista immediatamente l’amore incondizionato del cane, da lui ribattezzato Killeny-Boy. Quasi involontariamente, Dag scopre in Michael delle doti straordinarie, così con poca fatica lo addestra a contare fino a 5 e a cantare, sognando di trarne un lauto guadagno. Attraverso mille peripezie l’affetto del marinaio per il cane finirà per prendere il sopravvento. Tuttavia il loro destino sarà quello di perdersi. Michael viene rapito da un ammaestratore, e il romanzo d’avventura si trasforma in una denuncia, truce e dettagliata, delle violenze fisiche e psicologiche a cui vengono sottoposti gli animali per l’inconsapevole divertimento del pubblico. In tempi in cui la coscienza animalista si sta svegliando, quello dell’inaccettabilità degli spettacoli animali nel circo è divenuto un tema scottante ed estremamente attuale.


Jack London, pseudonimo di John Griffith Chaney London è nato a San Francisco, negli Stati Uniti, il 12 gennaio del 1876 ed è morto il 22 novembre del 1916.
Sin da bambino ha frequentato compagnie poco raccomandabili, ha avuto un percorso scolastico molto discontinuo e fatto numerosi lavori passando in continuazione dall’uno all’altro.
Nel luglio del 1897 partì per la corsa all’oro del Klondike: questa fase così avventurosa della sua vita gli ispirò i primi racconti di successo. Fece innumerevoli lavori: lo strillone di giornali, il pescatore clandestino di ostriche, il cacciatore di foche, il corrispondente di guerra, l’agente di assicurazioni e, appunto, il cercatore d’oro.
Il romanzo che diede definitivamente notorietà fu Il richiamo della foresta (1903).
Diventò noto e apprezzato anche come giornalista.
Nel 1910 comprò un ranch in California dove morì pochi anni dopo a soli 40 anni.

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