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Non chiamarmi sorellina

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Prima o poi capita a tutti: la vita ci mette degli ostacoli sulla strada e a fare la differenza non è tanto come inciampiamo, quanto il modo in cui ci rialziamo.
È esattamente ciò che accade a una famiglia di provincia, in un periodo, gli “anni di piombo”, segnato da contrasti e lotte di piazza.
Silvia, suo fratello Francesco e la madre Beatrice, provano a reagire alle avversità che si sono abbattute su di loro dopo il suicidio del padre e il tradimento del fratellastro Agostino.
Costretti a fare i conti col proprio passato i protagonisti reagiscono a modo proprio: la madre scaccia i suoi demoni attaccandosi al collo di una bottiglia, la figlia punta tutto sulla bellezza ed è incapace d’amarsi, il figlio ha le tasche dell’eschimo piene di ideali ma è messo di fronte a scelte più grandi di lui.

«Quando l’anima è ferita,
una chiave può sbloccare la serratura
e liberarci da tanto dolore?
Se quella chiave aprisse la porta sbagliata
e se una volta entrati,
non fossimo più capaci di tornare indietro?»

Pathos Edizioni – Aprile 2022


Cristiana Vigliaron è nata a Castellamonte in provincia di Torino il 29 ottobre 1975.
Ha conseguito il diploma di liceo scientifico, indirizzo linguistico e la laurea in Sociologia con indirizzo psico-pedagogico presso l’Università di Urbino.
Ha collaborato con l’Università di Urbino tenendo nel 2001 un seminario dal titolo “Le donne e la differenza di genere”, all’interno del corso di Sociologia generale.
Dal 2001 al 2003 collabora con il quotidiano “La Vallée Matin”, allegato al quotidiano nazionale “Il Giorno” per le edizioni regionali di Piemonte e Valle d’Aosta, principalmente per la pagina di cultura.
Ha lavorato come educatrice presso il comune di Cuorgné dal 2005 al 2009.
Dal 2012 gestisce l’agriturismo di famiglia.

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